L'insegnante, in aderenza al metodo della ricerca- azione, dopo aver raccolto dati ed elementi utili, deve pro-gettare, gettare-in-avanti, pre-dire. Qualsiasi progetto è difficile, ancor di più quelli che riguardano le persone. C'è una responsabilità, c'è l'incertezza, c'è la ricerca e c'è la creatività. Il progetto pedagogico, in particolare, si caratterizza per il fatto che cerca di far emergere, stanare, valorizzare, le potenzialità, celate, spesso, di un soggetto. La didattica è il luogo in cui si organizza un percorso che deve realizzare un progetto pedagogico. I fatti che essa compendia, poiché realizzano un rapporto sociale di natura asimmetrica, connotato da una intenzione educativa, hanno una rilevanza pedagogica, Inoltre, sono collocati nel tempo e organizzati secondo un preciso rapporto di connessione con una serie di obiettivi che devono essere raggiuntii per ottenere lo stato finale dell'educando, ipotizzato nel progetto pedagogico stesso, ed è proprio dalla corretta organizzazione del processo di insegnamento- apprendimento posto in essere dall'educatore, e dall'obbedienza ad una serie di vincoli e criteri, che dipende l'esito del progetto pedagogico, il quale può essere costruito secondo un modello pratico- prescrittivo, avente come presupposto gli assunti della teoria semantica della persona. Come si può ridurre l'asimmetria, se non ci si affida a un modello, se non si ha una finalità, se non si considera, nella scelta degli obiettivi, lo 'stato di cose', il loro sviluppo potenziale? L'organizzazione degli obiettivi e la scelta delle attività costituiscono proprio, l'oggetto didattico! Per offrire stimoli adeguati alle classi eterogenee, occorre un'attenzione particolare nell'impostazione delle attività didattiche, in modo da contemplare obiettivi e percorsi differenziati. Questa possibilità può essere realizzata con le mappe disposizionali. La mappa, predisposta per tutti gli alunni, traccia il percorso delle unità didattiche della classe. Fondamentale, ai fini dell'integrazione (di fatto) dell'alunno disabile al percorso comune è l' approfondimento di mappa che permetta agli insegnanti di prevedere le 'sottodisposizioni' che orienteranno il lavoro didattico in modo sinergico rispetto a quello della classe. Ogni obiettivo può essere scomposto in obiettivi minori e così ogni attività può essere affrontata con percorsi di diversa complessità. della mappa logico-disposizionale, ovvero la rappresentazione grafica di una disposizione e delle sue sottodisposizioni collegate tra loro da nessi detti implicazioni disposizionali. E’ possibile dunque, predisporre una programmazione in modo individualizzato, mediante la lettura psico-genetica della mappa logico-disposizionale, cioè una organizzazione di unità didattiche che tengano conto della logica dell’attuazione in modo da consentire di organizzare la sequenza degli obiettivi in modo concatenato (catena attuativa). Una mappa è una sintesi grafica di ciò che si reputa essere un possibile processo di sviluppo della persona, e si configura come una micro teoria pedagogica soggetta continuamente a falsificazione, attraverso l'azione educativa commisurata agli obiettivi che si intende raggiungere. Gli obiettivi che si assumono a finalità sono detti, in pedagogia speciale, 'disposizioni', che, nel progetto pedagogico, rappresentano le finalità dell'intervento. Ogni disposizione è una proprietà/capacità non menifesta e che va interpretata. L'attuazione è la scelta e l'ordinamento degli obiettivi per ottenere un percorso a cui corrisponde un processo di evoluzione verso la disposizione scelta come finalità. E' fondamentale che ogni obiettivo venga preceduto da un obiettivo meno complesso, determinando in tal modo, una graualità, nel rispetto delle funzioni e abilità dell'alunno e la presenza delle condizioni di esercizio. Quindi l'insegnante deve tener conto, nell'ordinare questa parte del progetto didattico, sia dello stato di cose relativo al soggetto che apprende (in termini di età mentale, di interesse e motivazione) sia di quello relativo all'ambiente. La logica dell'attuazione, considera le condizioni di esercizio legate al tempo, al fine di stabilire percorsi e obiettivi intermedi, condizioni necessarie per il raggiungimento della finalità scelta come obiettivo ultimo. Sul piano della effettiva realizzazione della sequenza di obiettivi, occorre la successione di fatti didattici i quali devono essere inseriti nella situazione reale in cui l'insegnante deve prendere decisioni, agire con creatività. Da sole, però, le attività che realizzano gli obiettivi, non assicurano l'evento educativo intenzionato, anche se costiutuiscono una compenente necessaria dell'intera condizione sufficiente a produrlo, costituita anche dalle condizioni rilevanti e dagli obiettivi precedentemente raggiunti. La relazione tra attività e obiettivi viene mediata, infatti, dalle condizioni rilevanti. Tutte le variabili, relative al contesto, all'alunno, allo stesso insegnante, che entrano in gioco, condizionano il risultato, ma vanno considerate nel progetto per ridurne l'influenza, conferendo senso e intenzionalità. L'azione educativa, ha come fine ultimo la realizzazione della persona umana, quindi non può essere episodica o casuale, deve seguire un progetto minuzioso che consenta una rappresentazione ideale di quanto è possibile realizzare: il massimo incremento di sviluppo del soggetto intorno a quale viene organizzato il progetto pedagogico che tutta la comunità elabora; che si traduce in progetto didattico predisposto dagli operatori cui è affidato il compito dell'educazione. Considerando che “l’azione educativa è solo apparentemente semplice”, poiché in essa agiscono numerose variabili, relative all’educatore (aspettative, intenzioni, credenze, errori percettivi o cognitivi…), all’educando (condizioni psicologiche, fisiche, …), al contesto (scuola, famiglia,…) difficili da controllare e che vanno comunque a condizionare il risultato, si può tranquillamente affermare che il suo processo di causazione sia più di tipo aleatorio (anche se non siamo di fronte ad una “casualità assoluta” ma ad una “ristretta”) che deterministico. Tuttavia una corretta progettazione riduce l’influenza delle variabili intervenienti e conferisce all’azione carattere di intenzionalità e significatività. “ L’azione educativa che provoca incremento di sviluppo umano, non è ciò che si vede a livello fenomenico ma ciò che provoca quei dinamismi funzionali nelle persone che si trovano ad interagire e grazie ai quali avviene l’incremento di sviluppo umano”. Tale azione si sviluppa proprio a partire da un’intenzionalità educativa.