Sia nel dialogo con sé che in quello con l'altro, qui ora, il limite scompare se ciascuno si fa altro per sé e altro per l'altro, la condivisione diviene relazione estatica, l'eccedenza annulla il tempo e lo spazio e ci si ricrea.La parusia del metempirico (ovvero la manifestazione intuitiva di ciò che va oltre l’esperienza) è il segreto di ogni educazione, ma soprattutto dell'educazione speciale.
(da Nei Frammenti l'intero, F. Larocca)
La realtà nelle nostre scuole non è uniforme, la normalità è composta da plurime diversità. L'eterogeneità è la normalità. L'alunno in difficoltà (qualunque sia l'origine di tale difficoltà) è un'occasione perché la scuola si ripensi come strumento di 'successo formativo' per tutti gli alunni. Le discipline d'insegnamento diventano il mezzo specifico per promuovere la personalità dell'alunno in tutte le sue dimensioni .
E' utile distinguere tra:
Deficit indica perdita, alterazione, anomalia a carico di strutture e funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche; può essere permanente o transitorio;
Handicap termine mediato dall’inglese (prova sportiva nella quale vengono attribuiti ai concorrenti vantaggi e svantaggi differenziati a secinda delle loro capacità per porli tutti sullo stesso piano); dal punto di vista sociologico, rappresenta la discrepanza tra l’efficienza o lo stato del soggetto e le aspettative di efficienza e di stato sia dello stesso soggetto, sia del particolare gruppo di cui egli fa parte (Canevaro 1993). Dal punto di vista pedagogico, indica resistenza alla riduzione di asimmetria tra “essere” e “dover essere” (Larocca 1988).
Deficit indica perdita, alterazione, anomalia a carico di strutture e funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche; può essere permanente o transitorio;
Handicap termine mediato dall’inglese (prova sportiva nella quale vengono attribuiti ai concorrenti vantaggi e svantaggi differenziati a secinda delle loro capacità per porli tutti sullo stesso piano); dal punto di vista sociologico, rappresenta la discrepanza tra l’efficienza o lo stato del soggetto e le aspettative di efficienza e di stato sia dello stesso soggetto, sia del particolare gruppo di cui egli fa parte (Canevaro 1993). Dal punto di vista pedagogico, indica resistenza alla riduzione di asimmetria tra “essere” e “dover essere” (Larocca 1988).
-Vi può essere handicap e deficit e allora, se educare è ridurre l’asimmetria tra “essere” e “dover essere” (Larocca), occorre superare gli ostacoli, gli handicap. Si tratta della situazione di handicap detti connaturati cioè associati a dei deficit; in molti casi è possibile intervenire con successo.
-Se non c’è handicap ma deficit occorre intervenire sul deficit, per quanto possibile, per recuperare il deficit (vicarianze, terapie, strumenti…) nell’ottica del miglioramento e /o del
mantenimento delle capacità e delle funzioni.
-Se vi è handicap senza deficit, si parla di handicap indotto e allora occorre demolire gli handicap; inoltre vi sono casi in cui l’handicap indotto provoca deficit.
-Se non vi sono né handicap, né deficit si ha la situazione di normalità, anche se una simile condizione in assoluto è difficile da avere.
Il concetto di speciale normalità, riferito ad una realtà dove normalità e specialità coesistono influenzandosi l'un l'altro, evidenzia la necessità di individuare, nella eterogenea realtà scolastica di oggi, i vari bisogni educativi specifici offrendo risposte adeguate ad arrichire l'esperienza formativa di tutti. Le normali differenze individuali sono rintracciabili negli stili cognitivi e nella pluralità delle intelligenze e gli elementi di specificità devono essere prima accolti e poi valorizzati, perchè non si può parlare di integrazione se la didattica non promuove tutte le specificità, all'interno di una relazione significativa caratterizzata dalla specificità dell'incoraggiamento. In tale ottica -inclusiva- è fondamentale che ci sia interazione tra i due fondamentali e complementari principi della didattica: l'individualizzazione come adeguamento della proposta culturale alle caratteristiche dei singoli e la socializzazione come considerazione e promozione della dimensione socio-affettiva dell'esperienza scolastica orientata alla crescita anche di questa sfera della personalità degli alunni. L'insegnante nell'ambito del processo educativo, deve accogliere la vita in sè e nell’altro, senza condizioni, indipendentemente dalla condizione di sanità o deficit propria del singolo . In particolare, l'insegnante di sostegno nel suo essere 'potere esperto per l'integrazione' (Larocca) svolge la sua funzione non solo nel lavoro diretto con il ragazzo, ma soprattutto nell' aiutare i colleghi ad aiutare il ragazzo, e diventa l'elemento portante di una educazione speciale.
L'educazione è riduzione di asimmetria tra essere e dover / poter essere. Educare è un problema complesso: la riduzione di asimmetria deve sviluppare capacità di autonomia, le materie curricolari vanno dunque viste come mezzi per il cambiamento umano e per promuovere la personalità dell'alunno in tutte le sue dimensioni.
Il trattamento dei bisogni educativi speciali tramite azioni educative (mirate) speciali è la modalità specifica con cui in educazione, si interviene nel trattamento dei problemi “speciali” . Tali azioni saranno tanto più efficaci, quanto più verranno pre-visti gli esiti, gli effetti delle scelte. La finalità ultima della progettazione pedagogica è mettere in condizione l’individuo di costruirsi autonomamente un proprio progetto storico.
Ma occorre imparare a 'predire' le conseguenze. Occorrono: ricerca-azione, riflessioni in ordine alla causa che ci conducano a considerare come l'aleatorietà dell'azione educativa sia soggetta a rendere le situazioni educative alquanto complesse e spesso imprevedibili, anche se occorre considerare soprattutto i punti di vista, che in sede di progettazione influenzano i valori di riferimento; ancora occorrono la collaborazione, il dialogo, l'interdisciplinarità, la saggezza, la capacità di mettersi nei panni dell'altro. Ma proprio per il fatto che esiste il soggetto-tu che, fuori dal tempo e dalla presenza fenomenica, realizza la propria tensione al 'dover-essere', viene giustificato e promosso il principio di progettazione su di lui e per lui (Larocca), il progetto poter/dover essere, fatto dall'uomo per l'uomo, la sua libertà e il suo divenire personalità.
Queste considerazioni rafforzano i principi di eteroeducazione e autoeducazione come dimensioni esistenziali che accompagnano il soggetto e promuovono un confronto costante tra il suo essere e il suo 'voler' essere.


