mercoledì 8 agosto 2007

L'educazione speciale



Questo blog parla di speciale educazione.......ma l'educazione speciale è prima di tutto educazione. Si può educare in diversi modi ma solo uno non è plagiante ed è quello che progetta la capacità di autoprogettarsi, cioè quello che progetta nel nascituro il divenire da persona in personalità. Educare gli altri, educare i soggetti affetti da disabilità o handicap; per fare ciò occorre però una educazione di tutti a sapere abbattere le barriere interpersonali e costruire una nuova rete relazionale in cui i soggetti affetti da handicap costituiscono i nodi centrali della società civile. Ma qual'è l'obiettivo della educazione speciale? Cosa bisogna perseguire? Nel lavoro educativo speciale bisogna perseguire l'integrazione, intesa come attenzione a tutti gli aspetti emotivi dei soggetti affetti da deficit ed handicap e contestualmente attenzione a non considerarli scarti di umanità, bensì frammenti come tutti noi nei quali bisogna cogliere l'intero. Per i soggetti affetti da deficit ed handicap, infatti, spesso ci si limita a considerare l'intervento degli specialisti intesi come medici o comunque con conoscenze specifiche di natura sanitaria. Non bisogna dimenticare però, che l'unità psicofisica dell'uomo richeide non solo un intervento di tipo sanitario ma anche una attenzione educativa affinchè i soggetti con disabilità possano raggiungere tutte quelle abilità che consentano loro la piena integrazione nel tessuto sociale.
L'integrazione alla quale si auspica richiede un cambiamento radicale: della mentalità in primo luogo, e a livello di organizzazione e relazioni umane poi. Bisogna abbattere le barriere psciologiche e creare una relazione umana globale in cui viene dato il primo posto al dialogo affettivo ed emotivo. Occore quindi una nuova strategia educativa dove mettere al primo posto il saper essere e non il sapere o il sapere fare. Occore in ultima analisi riprogettare: a livello sociale gettando l'idea che ogni uomo ha diritto ad una esistenza di autonomia e libertà, e a livello scolastico dove bisogna comprendere l'importanza che la socializzazione e l'individualizzazione debbano procedere di pari passo e dove occore riprogettare la preparazione del personale. A tale proposito bisogna chiarire quale deve essere la qualità che gli educatori devono possedere, potremmo dire il pre-requisito:è l'"esprit de finesse" o saggezza intuitiva, la quale consiste in un impasto di vita, di amore e di poesia. Vita che va oltre la regola e che anzi dà l'essere alla regola; Amore cioè sentire di essere parte di un intero e volerne fare parte e Poesia nella quale la saggezza della vita si esprime come bellezza.
L'educatore, in possesso di questa caratteristica, deve predisporre un progetto pedagogico finalizzato a superare le resistenze allo sviluppo umano presenti nei soggetti affetti da deficit o handicap. Com'è noto, però, l'educaizone non avviene soltanto nell'ambito della scuola o di un qualche istituzione educativa. L'educazione e quella speciale soprattutto, avviene in vari contesti sociali: la famiglia, la scuola, l'azienda, le comunità dei pari, la comunità di fede e i mass media. E', pertanto, necessario ricercare la coerenza, l'armonia e la integrazione tra i singoli progetti: una mancanza di sintonia tra essi infatti, toglierebbe ogni forza educativa all'intenzionalità dell'azione. Il cd. "pentagono educativo" deve essere sempre aperto all'innovazione e attento alla relatà nel creare un modello di progetto dinamico, in cui sia presente non tanto una coerenza educativa nel senso classico dle termine ( intesa cioè come condizione in cui tutti gli enti educativi si pongono simili finalità che perseguiono con i medesimi mezzi e le medesime modalità) ma come coerenza di spirito cioè capacità di perseguire la medesima finalità educativa ( e cioè la libertà dell'uomo) usando metodi appropiati a seconda dlela natura dell'ente educativo. E', pertanto, necessario che tutte le istituzioni coinvolte nella rete trovino il modo di costituirsi intorno ad un nodo per comunicare informazioni, individuare i problemi e cercare insieme gli interventi educativi più appropriati. Questo nodo deve essere tanto più presente nelle equipe di lavoro le quali, devono predisporre un lavoro di studio di progetti pedagogici e di mappe disposizionali elaborate interdisciplinarmente e tali da essere nello stesso tempo individualizzate e raccordate alle programmazioni che vengono approntate per tutti gli altri soggetti in età evolutiva di una determinata istituzione.

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