Il Progetto Pedagogico è in profonda sintonia e sinergia tra pensiero e azione, tiene conto della situazione reale dell’alunno rispetto al deficit, al contesto di vita familiare e sociale, economico ecc…e si trasforma in un progetto empirico e creativo, che ambisce al raggiungimento del massimo potenziale dell’alunno.
La dimensione del Progetto Pedagogico collega le potenzialità dell'alunno ai saperi disciplinari, e non i saperi disciplinari all’alunno; impegna inoltre gli insegnanti ad agire come ricercatori, in continua evoluzione e crescita insieme agli alunni. Si esplicita attraverso l'elaborazione teorica e si realizza attraverso l’azione, un’azione didattica mirata, malleabile, adattabile e rinviabile di fronte a situazioni imprevedibili.
Nella sua realizzazione deve comunque rispettare i parametri della non contradditorietà con i fini ultimi dell'uomo, la congruenza psicologica nei confronti dell'età pedagogica di riferimento, e la contestualità istituzionale e civile dell'ente educativo. Il progetto pedagogico prende in considerazione, e ricerca, l'incremento massimale che possono assumere le potenzialità di un individuo medio; essendo comunque la causazione fortemente aleatoria, e quindi falsificabile, gli apprendimenti delle disposizioni assunte a finalità vanno valutati per capire se è veramente avvenuto l'incremento di sviluppo. Se non fosse avvenuto, andando a ritroso della mappa Psico Genetica si cercherà di capire a livello di quale sottodisposizione non è avvenuto l’incremento di sviluppo e perché. Si cercherà poi di allargare la mappa in quel punto aumentando le sottodisposizioni e le unità didattiche che diventeranno più semplici e graduali.
E' interessante notare come nasce il Progetto Pedagogico, infatti non parte nel suo sviluppo dai prerequisiti e quindi dalla disposizione in possesso dell'alunno ma, al contrario, inizia nella sua stesura Logico Disposizionale da una prima disposizione che costituisce l'incremento massimo dell'individuo e il vertice della mappa. Questa collega le sottodisposizioni attraverso i nessi di implicazione, ognuno dei quali è rappresentato da una freccia rivolta verso il basso che è posta tra una disposizione e quella successiva. Passando da una disposizione e la relativa freccia, alla disposizione sottostante, si arriverà a quella finale alla base della mappa.
La lettura Psico Genetica, al contrario di quella Logico Disposizionale, avviene dal basso verso l'alto e attraverso di essa si individua la disposizione in possesso dell'alunno (Qi), e si mette poi a finalità la disposizione successiva, e più alta, di Qi, che diventa Qi +1.
A questo punto si effettua l'ingrandimento di mappa che prevede la progettazione delle unità di apprendimento relative a quella finalità.
Il Progetto Pedagogico diventa individualizzato quando per il soggetto diversamente abile si individuano due disposizioni, la prima Qi che possiede, e la disposizione più alta di Qi , o disposizione da assumere a finalità chiamata Qi +1. Poi, attraverso un ingrandimento di mappa si individuano i necessari collegamenti tra le diverse unità didattiche, elaborando così una nuova mappa.
Quando la disposizione assunta a finalità Qi +1 è raggiunta, si trasforma in disposizione Qi e quella rispetto a lei alta diventerà la disposizione Qi+1 da raggiungere. Gradualmente si procederà per realizzare le disposizioni più alte, lavorando in classe, rispettando i tempi di apprendimento.
La programmazione può avere gli stessi obiettivi della classe, può essere differenziata, o semplificata, ma solo quando i programmi degli alunni speciali si agganceranno a quelli della classe li faranno sentire parte attiva e integrante del gruppo, e in questo modo si attiveranno le possibilità di collaborazione e crescita che coinvolgeranno tutti gli alunni, possibilità che verranno escluse in un tipo di programmazione individualizzata effettuata in laboratorio e al di fuori della classe e delle sue dinamiche, dove l' integrazione all'interno del nucleo classe non potrà essere più recuperata.
La dimensione del Progetto Pedagogico collega le potenzialità dell'alunno ai saperi disciplinari, e non i saperi disciplinari all’alunno; impegna inoltre gli insegnanti ad agire come ricercatori, in continua evoluzione e crescita insieme agli alunni. Si esplicita attraverso l'elaborazione teorica e si realizza attraverso l’azione, un’azione didattica mirata, malleabile, adattabile e rinviabile di fronte a situazioni imprevedibili.
Nella sua realizzazione deve comunque rispettare i parametri della non contradditorietà con i fini ultimi dell'uomo, la congruenza psicologica nei confronti dell'età pedagogica di riferimento, e la contestualità istituzionale e civile dell'ente educativo. Il progetto pedagogico prende in considerazione, e ricerca, l'incremento massimale che possono assumere le potenzialità di un individuo medio; essendo comunque la causazione fortemente aleatoria, e quindi falsificabile, gli apprendimenti delle disposizioni assunte a finalità vanno valutati per capire se è veramente avvenuto l'incremento di sviluppo. Se non fosse avvenuto, andando a ritroso della mappa Psico Genetica si cercherà di capire a livello di quale sottodisposizione non è avvenuto l’incremento di sviluppo e perché. Si cercherà poi di allargare la mappa in quel punto aumentando le sottodisposizioni e le unità didattiche che diventeranno più semplici e graduali.
E' interessante notare come nasce il Progetto Pedagogico, infatti non parte nel suo sviluppo dai prerequisiti e quindi dalla disposizione in possesso dell'alunno ma, al contrario, inizia nella sua stesura Logico Disposizionale da una prima disposizione che costituisce l'incremento massimo dell'individuo e il vertice della mappa. Questa collega le sottodisposizioni attraverso i nessi di implicazione, ognuno dei quali è rappresentato da una freccia rivolta verso il basso che è posta tra una disposizione e quella successiva. Passando da una disposizione e la relativa freccia, alla disposizione sottostante, si arriverà a quella finale alla base della mappa.
La lettura Psico Genetica, al contrario di quella Logico Disposizionale, avviene dal basso verso l'alto e attraverso di essa si individua la disposizione in possesso dell'alunno (Qi), e si mette poi a finalità la disposizione successiva, e più alta, di Qi, che diventa Qi +1.
A questo punto si effettua l'ingrandimento di mappa che prevede la progettazione delle unità di apprendimento relative a quella finalità.
Il Progetto Pedagogico diventa individualizzato quando per il soggetto diversamente abile si individuano due disposizioni, la prima Qi che possiede, e la disposizione più alta di Qi , o disposizione da assumere a finalità chiamata Qi +1. Poi, attraverso un ingrandimento di mappa si individuano i necessari collegamenti tra le diverse unità didattiche, elaborando così una nuova mappa.
Quando la disposizione assunta a finalità Qi +1 è raggiunta, si trasforma in disposizione Qi e quella rispetto a lei alta diventerà la disposizione Qi+1 da raggiungere. Gradualmente si procederà per realizzare le disposizioni più alte, lavorando in classe, rispettando i tempi di apprendimento.
La programmazione può avere gli stessi obiettivi della classe, può essere differenziata, o semplificata, ma solo quando i programmi degli alunni speciali si agganceranno a quelli della classe li faranno sentire parte attiva e integrante del gruppo, e in questo modo si attiveranno le possibilità di collaborazione e crescita che coinvolgeranno tutti gli alunni, possibilità che verranno escluse in un tipo di programmazione individualizzata effettuata in laboratorio e al di fuori della classe e delle sue dinamiche, dove l' integrazione all'interno del nucleo classe non potrà essere più recuperata.




1 commento:
Bellissimo ed inaspettato!
Vagando nella web in cerca di spunti, idee, conferme, notizie... finalmente mi posso fermare su queste bellissime pagine...
Ma... c'è ancora qualcuno? E' possibile avere un contatto con voi?
Dopo una lunga attesa finalmente comincio ad esplorare questo nuovo mondo...
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